Ci sono presenze che non stanno in un ruolo, né in una fotografia, e nemmeno in un ricordo isolato. Boris era una di queste presenze, intera, costante, impossibile da ridurre.
Se n’è andato il 24 aprile, lo stesso giorno in cui compiva 7 anni. Sette anni chiusi con una precisione quasi crudele, come se sapesse esattamente quando era il momento di andare.
Boris faceva parte di Microgreens a pieno titolo. Non era un accessorio, né un semplice spettatore. Ha visto tutto questo crescere, inciampare, rialzarsi. C’era nei giorni belli, certo, ma è stato nei giorni difficili che è diventato indispensabile. Quando tutto sembrava più pesante, più incerto, più fragile, in lui c’era sempre una leggerezza disarmante, un modo semplice per ricordare che c’era ancora terra sotto i piedi.
Era un amico nel senso più pieno della parola. Presente senza pretendere, attento senza invadere. Aveva un modo tutto suo di stare, profondamente affettuoso, quasi eccessivo nei baci, come se l’affetto fosse urgente e non si potesse rimandare. Guardando indietro ora, forse lo era.
Aveva anche una bellezza rara. Non solo quella che si vede, anche se era onestamente uno dei cani più belli del mondo, ma quella che si rivela nel gesto, nel modo di guardare, nel modo in cui occupava lo spazio senza mai pesarci.
Adesso c’è uno strano silenzio. Non è assenza totale, perché certe cose non scompaiono così, ma una specie di intervallo, un vuoto che sta ancora imparando a esistere.
Resta tutto ciò che è stato, la compagnia, la dolcezza, la presenza salda nei momenti incerti. Resta il segno invisibile. E resta, soprattutto, la certezza che lì c’era qualcosa di autentico e che abbiamo avuto la fortuna, immensa, irripetibile, di viverlo.
3 commenti
MUITO TRISTE😥😥, MESMO FAZEM PARTE DA NOSSA VIDA🌺🌺
Ooohhhh…
Vi-o tantas vezes, quase à saída da estrada da Quinta, sempre à espera que o Tomás voltasse… 🥰
Um beijinho, Tomás 🐕
🤍